venerdì 5 dicembre 2014

Che cos'è la Psicologia Positiva?

Che cos'è la Psicologia Positiva?

Non si tratta di una disciplina che implica una coazione a pensare sempre e comunque positivo. Non è nemmeno una forma beota di filosofia New Age. Come del resto tutte le discipline di psicologia ha dunque un fondamento scientifico: si tratta dello studio dei vari aspetti che redono la vita degna di essere vissuta.
Se la psicologia clinica sì è concentrata sugli aspetti non funzionali della psiche e se la psicologia scientifica si è concentrata sullo studio dei processi di base della vita psichica, quella positiva focalizza la sua attenzione su ciò che abbiamo di psichicamente funzionale e su come potenziarlo.

Martin Seligman, fondatore della psicologia positiva, delinea i 5 pilastri del benessere: emozioni postive; (engagement) impegno; relazioni; significato; risultati (accomplishment).
Mentre Flow (flusso) è il termine coniato da Mihaly Czikszentmihalyi, il co-fondatore del movimento per la psicologia positiva. Flow è uno stato psichico, caratterizzato da intensa concentrazione, senso di realizzazione e raggiungimento dell'obiettivo. Esso caratterizza il pensiero e l'insight creativo. Ne abbiamo già parlato qui.
Altro termine chiave è il concetto di Mindfulness la capacità di essere presente qui e ora, con i sensi e con la mente.
L'Ottimismo Appreso, opposto al concetto di pessimismo appreso, è l'idea che la tendenza ottimistica può essere appresa: necessita però di disiplina e di duro lavoro. Non vi sono scorciatoie nè vie facili per raggiungerlo e se qualcuno vi dice questo, vuole di certo vendervi qualcosa.
Infine ricordo che il Professor Howard Gardner, famoso per le teorie sull'intelligenza multipla, sta lavorando per identificare individui e istituzioni che svolgono lavori di qualità e di eccellenza sul piano del significato e della soddisfazione. The Good Project è questo suo meraviglioso progetto.
Insomma, pare che raggiungere benessere e felicità, per il singlo e per la comunità, non sia un lavoro semplice ma implichi dedizione e applicazione, duro lavoro appunto, tuttavia non è un compito impossibile. Tutto questo è ben spiegato nel video sotto riportato. Il video, in inglese, è adiuvato da bellissimi disegni. Come sempre è possibile attivare la funzione di sottotitoli, tradotti anche in italiano. Buona visione buon divertimento!

Credits: "What is Positive Psychology?" A "white board animation" sponsored by Test Prep Gurus.Written and Produced by: Nick Standlea

domenica 23 novembre 2014

Ponti Psicodrammatici

Pontes Psicodramaticas: as margens em volta
Ponti Psicodrammatici: i margini attorno

Meravigliosa vista notturna sul Ponte 25 Aprile, con Lisbona sullo sfondo.
Ho partecipato al congresso annuale della Società Portoghese di Psicodramma, tenutosi recentemente ad Almada, affacciata sulla sponda meridionale del fiume Tago, proprio di fronte a Lisbona. Il congresso aveva un titolo suggestivo: “Ipocrisia, finzione, gioco”, temi sacri allo psicodramma ma il sottotitolo era ancora più intrigante: Pontes Psicodramaticas: as margens em volta. Ponti Psicodrammatici: i margini attorno. Il tema era, dunque, pressapoco questo: costruire ponti, collegare, lavorare sui margini, sulle marginalità: incontri, scontri, collegamenti.

domenica 16 novembre 2014

Mettiamoci in Gioco

Liberi dal gioco d’azzardo. Con l’azzardo ti giochi la vita!

Ho deciso di partecipare alla campagna nazionale d'informazione contro il gioco d'azzardo, che colpisce sempre più persone in un silenzio assordante, relativo ai rischi di tale pratica.

Riporto parte del comunicato stampa.
Presentata la campagna di sensibilizzazione di “Mettiamoci in gioco”. Spot tv e radio, manifesti, locandine, vetrofanie, rotair e banner che verranno diffusi in tutta Italia dalle organizzazioni aderenti e dai Comuni che vorranno partecipare.
L’iniziativa si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica decostruendo i messaggi illusori di “vincite facili” diffusi dall’industria dell’azzardo. Mettiamoci in gioco ha attivato anche un proprio account Twitter e sta per aprire pagine Facebook locali co-gestite con i Coordinamenti regionali della Campagna.

venerdì 7 novembre 2014

E lo Psicodramma?

E lo Psicodramma?

Aspettando il mio report su di un workshop in Psicodramma Moreniano, al quale ho partecipato in questi giorni in Portogallo, come warm up, vi presento questo strepitoso video, curato dal Psychodrama Training Institute di New York. In esso si illustra, in modo semplice ed immediato, questa tecnica attiva di gruppo. Il video è in lingua inglese.
State sintonizzati, stay tuned!

giovedì 30 ottobre 2014

Sulla Psicoterapia di Gruppo

Parliamo di Psicoterapia di Gruppo: storia, formazione professionale e  indicazioni terapeutiche delle psicoterapie di gruppo.

Presento oggi questo video di POL.it in cui, Marco Longo, Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e Presidente della Confederazione di Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi (COIRAG), parla della storia, della formazione professionale e delle indicazioni terapeutiche delle psicoterapie di gruppo.
Si tratta di una disamina accurata e rigorosa ma molto semplice e intelleggibile, che descrive lo stato dell'arte delle psicoterapie di gruppo in Italia, paese con una solida e importante tradizione al riguardo. Sono particolarmente felice di presentare questo contributo, essendo stata la mia formazione psicoterapica in seno alla COIRAG stessa.



Credits: PSYCHIATRY ON LINE ITALIA

domenica 19 ottobre 2014

Turno di notte

Marco Anzovino
Turno di notte – Edizioni Biblioteca dell’Immagine

"Le vite sono materiale fragile, vanno maneggiate con cura. Tenerle tra le mani ti può dare un senso di potere enorme ma la consapevolezza che basta poco per danneggiarle, può terrorizzare. A volte quando se ne spezza una, non puoi più ricomporla. Per mettere insieme tutti i pezzi ci vuole tempo, e pazienza, tanta pazienza." (Cit. pag. 128) 
Non sarò affatto obiettiva nel parlare di questo lavoro, un progetto editoriale e musicale di Marco Anzovino.
Non lo sarò per diverse ragioni.
Il cantautore e scrittore, Marco Anzovino è un caro amico, oltre che stimatissimo collega, e il tema di cui tratta in questo libro non può lasciarmi indifferente, dato che vi ho lavorato nella struttura terapeutica di cui parla Marco, Villa Renata di Venezia. Dunque, impossibile per me essere obiettiva, non potrei e forse non vorrei esserlo.